Il coraggio della ritrattazione
In gioventù, l’autore aveva accolto dalla trattatistica provenzale e dalla poetica stilnovistica una concezione dell’amore inteso come forza invincibile e l’aveva trasposta nella propria produzione poetica.
Nel diciottesimo canto, tuttavia, egli ritratta questa convinzione giovanile. Il poeta affida infatti a Virgilio l'esposizione della nuova teoria sulla natura dell'amore, rendendolo portavoce della propria maturazione intellettuale e morale:
L’animo, ch’è creato ad amar presto,
ad ogne cosa è mobile che piace,
tosto che dal piacere in atto è desto.
(Purg. XVIII, vv. 19-21)
Però, là onde vegna lo ‘ntelletto
de le prime notizie, omo non sape,
e de’ primi appetibili l’affetto,
che sono in voi sì come studio in ape
di far lo mele; e questa prima voglia
merto di lode o di biasmo non cape.
Or perché a questa ogn’altra si raccoglia,
innata v’è la virtù che consiglia,
e de l’assenso de’ tener la soglia.
Quest’è ‘l principio là onde si piglia
ragion di meritare in voi, secondo
che buoni e rei amori accoglie e viglia.
Color che ragionando andaro al fondo,
s’accorser d’esta innata libertate;
però moralità lasciaro al mondo.
Onde, poniam che di necessitate
surga ogne amor che dentro a voi s’accende,
di ritenerlo è in voi la podestate.
(Purg. XVIII, vv. 55-72)
La dottrina esposta considera l'impulso naturale ad amare come originario e moralmente neutro, mentre non ritiene sempre retta la sua traduzione in atto; è a quest'ultima, dunque, che il libero arbitrio è chiamato a concedere o a negare il proprio assenso.
Questa svolta radicale supera la deresponsabilizzazione dell’individuo, ridotto in precedenza a soggetto passivo di un influsso invincibile: l'amore cessa così di essere un istinto al quale si cede acriticamente, per diventare l'oggetto di una scelta consapevole che restituisce all'uomo la piena responsabilità morale.
Alla luce delle conseguenze legate a tale cambiamento di prospettiva, si comprende il motivo per cui il poeta sente la necessità di una revisione retrospettiva: egli vuole evitare che la sua poesia fornisca un alibi per cedere all'istinto e si trasformi in una giustificazione dell'errore morale.
La scelta dell’autore di ritrattare supera la dimensione letteraria e rivela la propria attualità. Ancora oggi, infatti, rivedere pubblicamente le proprie posizioni, soprattutto per chi ricopre ruoli di rilievo, testimonia la volontà di far prevalere sull'orgoglio personale la responsabilità nei confronti della collettività e il rigore dell'onestà intellettuale.