La pedagogia dell'omissione: l'interiorizzazione della legge morale
Durante il passaggio dalla terza alla quarta cornice, Virgilio delinea la struttura morale del Purgatorio e spiega a Dante che ogni peccato nasce da un amore deviato. Egli chiarisce che l’amore può rivolgersi al male del prossimo e configurarsi come superbia, invidia e ira; può essere troppo lento verso il bene e presentarsi in tal caso come accidia, oppure può abbandonarsi eccessivamente ai beni terreni.
Giunto a delineare quest'ultima categoria, il maestro sceglie tuttavia di sospendere l’esposizione e invita Dante a dedurre autonomamente i tre vizi corrispondenti alla terza tipologia di amore:
L’amor ch’ad esso troppo s’abbandona,
di sovr’a noi si piange per tre cerchi;
ma come tripartito si ragiona,
tacciolo, acciò che tu per te ne cerchi».
(Purg. XVII, vv. 136-139)
Questa sospensione del discorso costituisce una scelta insolita all'interno del poema: in nessun altro passo, infatti, Virgilio interrompe la propria spiegazione per mettere alla prova le capacità logiche del discepolo. Di fronte a tale singolarità, ci si interroga quindi sul suo scopo. La motivazione di questa scelta può essere rintracciata nell’importance del tema trattato e nella necessità di una sua profonda assimilazione. La dottrina dell'amore deviato regge infatti l'intera struttura morale del regno e la sua interiorizzazione permette di indirizzare correttamente la volontà.
Tale dottrina esige tuttavia di essere fatta propria non soltanto dal pellegrino, ma anche dal lettore; per questa ragione, la strategia compositiva opera simultaneamente su due livelli.
Sul piano narrativo, Virgilio mette alla prova il discepolo. Sul piano metaletterario, l'autore utilizza il silenzio del maestro come un implicito appello al lettore.
L'omissione si trasforma così in una prova intellettuale che va oltre la finzione scenica: essa impone tanto al discepolo quanto al lettore di esercitare le proprie facoltà razionali per giungere in autonomia alla deduzione della norma morale, assicurandone l’effettiva interiorizzazione.